Insegnare l’inglese ai bambini

Insegnare l’inglese ai bambini

Di Babysits, 3 minuti di lettura

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Oggigiorno è possibile crescere un bambino nel bilinguismo, non serve che abbia un quoziente intellettivo particolarmente elevato e soprattutto è possibile anche senza avere i genitori di nazionalità diverse. Vi piacerebbe che vostro figlio fosse bilingue?

Essere bilingui significa conoscere e saper parlare bene due lingue. Per quanto riguarda i bambini, è un processo più immediato e semplice. Una lingua che al giorno d‘oggi è molto importante è quella inglese. Ormai è richiesta ovunque ed è bello poter crescere un figlio in un ambiente internazionale dove, grazie all’inglese, sia possibile comunicare con chiunque e dovunque.

Ma come ottenere tutto questo?
I bambini piccoli assimilano più facilmente le informazioni perché hanno un orecchio migliore per l‘ascolto. Nonostante ciò è bene agire con cautela. Non è sufficiente una stimolazione unidirezionale passiva, ossia attraverso la televisione o un gioco, ma è fondamentale interagire col piccolo, coinvolgendolo nel parlare.

Un genitore, soprattutto se non è di madrelingua inglese, può fare fatica o avere più timore ad approcciarsi all’insegnamento di una lingua.
Tra le ragioni principali rientrano:

  • Gli sembra innaturale;
  • Non credono di essere competenti;
  • Non si accorgono di eventuali errori;
  • Non hanno tempo.

Quest’ultima motivazione è quella che frena maggiormente la maggior parte delle famiglie. Esistono per questo corsi di inglese pensati per i bambini tenuti da organizzazioni come ad esempio English is Fun!

English is Fun! crede che i bambini che imparano una seconda lingua abbiano più immaginazione e siano più flessibili nel pensiero.
Nella metodologia che propone rientrano i seguenti obiettivi:

  • Avvicinare il bambino ai suoni e alla musicalità della lingua inglese;
  • Fargli capire che esiste un modo alternativo all'italiano per comunicare;
  • Favorire il naturale apprendimento della lingua;
  • Sviluppare l'autostima e la fiducia in se stesso;
  • Allontanarsi dalla memorizzazione.

Durante la fase di apprendimento a scuola o con insegnanti privati, è bene che il genitore si comporti con cautela. Non deve ad esempio correggere la pronuncia del bambino oppure deve evitare di chiedere come si traduce quella parola piuttosto che un’altra; questo farebbe cadere l’autostima del piccolo nell’ipotesi in cui non riuscisse a fornire la risposta corretta.

L’apprendimento di una lingua in maniera interattiva può avvenire anche tramite un(a) baby sitter. Un genitore può decidere di affidarsi a una persona che conosce bene una seconda lingua e che, oltre a prendersi cura dei propri bambini, aiuti questi nell'apprendimento della stessa. Non deve essere una figura vista come aiuto compiti, ma come qualcuno con cui divertirsi a imparare una nuova lingua. Si possono proporre giochi interattivi o inventarsi qualche storiella in lingua.

I metodi di apprendimento possono essere svariati. Tenete comunque sempre in considerazione la regola che sbagliando s’impara. Ogni errore che si commette, è un passo in avanti verso il successo. Non scoraggiatevi, abbiate pazienza e siate perseveranti. Un giorno vostro figlio vi ringrazierà per questo.