Intervista a Roberta, insegnante di Yoga (parte 2)

Intervista a Roberta, insegnante di Yoga (parte 2)

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Di Babysits, 6 minuti di lettura

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Praticare yoga consente in generale di trovare un equilibrio tra corpo e mente. Perché allora non iniziarla sin da piccoli? Se hai un figlio ansioso o semplicemente hai bisogno di introdurre nella tua routine familiare un po' di pace, iniziare yoga può essere la scelta migliore della tua vita! Per convincerti ancora di più, abbiamo deciso di intervistare Roberta, mamma di Mia e insegnante di Yoga, la quale non poteva trovare parole migliori per raccontare la sua esperienza e spiegare l'importanza dello yoga per bambini.

Yoga per bambini

1. A che età si può iniziare yoga?
Dalle sei settimane di vita, via libera allo yoga! Superate le fatidiche sei settimane dal parto, se a livello di pavimento pelvico è tutto a posto, si può tornare ad un esercizio fisico leggero, e lo yoga neonatale in compagnia del proprio piccolo rappresenta in questo senso un ottimo approccio allo yoga sia per la mamma che per il neonato. Naturalmente si tratta di movimenti guidati da noi genitori, molti dei quali agiscono come un massaggio, quasi una coccola, sempre accompagnati da canzoncine o filastrocche che io ancora oggi canto a mia figlia (ormai di 8 mesi), e lei continua a squarciarmi il cuore con i suoi sorrisoni ogni volta che inizio ad intonare.

I benefici per i piccolissimi sono moltissimi: ne gioverà la tendenza all'irritabilità, il sonno, la flessibilità e la forza dei muscoli del collo, della schiena e del torso.

Lo yoga per mamme e neonati è un'attività che andrà bene finchè il bambino non inizierà a gattonare, aiutando le neo mamme a trovare un momento per rilassarsi, migliorare la postura e irrobustire le spalle che serviranno per tenere a lungo in braccio il piccolo ed eventualmente allattarlo.

2. Le posizioni dello yoga possono andare bene per i bambini di ogni età o ci sono asana specifiche suddivise per fascia d'età?
Come sappiamo bene, anche pochi mesi di differenza nei bambini possono rappresentare una grande salto.

Per questo motivo è molto importante differenziare la pratica dello yoga per fascia di età, più che dal punto di vista delle asana, da quello dell'approccio a esse.

Per i più piccoli si tenderà a tenere le pose per poco tempo contestualizzandole all'interno di un racconto o una filastrocca, con istruzioni brevi e concise, mentre per i più grandi si può considerare uno yoga più dinamico e strutturato.

Escludendo i neonati, le principali fasce di età sono dai tre ai sette anni e dagli otto agli undici anni.

I tre anni rappresentano il passaggio dalla prima infanzia all'infanzia vera e propria, mentre gli otto anni in India venivano considerati il periodo della pubertà e dell'inizio all'età adulta.

Tra i tre e i sette anni, le sessioni di yoga devono tendere a rafforzare le ossa e i muscoli ma non è importante che i bambini eseguano le posizioni alla perfezione: vanno lasciati esplorare in autonomia ed ampliare il loro campo d'azione. Il sistema nervoso è ancora in via di sviluppo, quindi è normale che abbiano movimenti a scatto o poco coordinati. Devono principalmente divertirsi immedesimandosi nella storia, cantando e imitando gli animali e la Natura.

Dagli otto anni in poi, la sessione di yoga può diventare più strutturata, introducendo il guerriero e posizioni più complesse. A questa età gli alveoli polmonari sono già formati completamente, quindi è il momento ideale anche per introdurre gli esercizi di respirazione (pranayama).

3.Quali benefici a breve termine? E quali quelli a lungo termine?
Nel breve termine, i benefici saranno una maggiore concentrazione (per questo lo yoga è anche indicato in situazioni di problemi dell'apprendimento), un bambino più rilassato e con una maggiore flessibilità nei movimenti.

Nel lungo termine lo yoga aiuta i nostri figli a sviluppare il cervello su entrambi gli emisferi: quello destro (intuitivo e creativo) e quello sinistro (logico e razionale), entrambi ritenuti importanti per una crescita completa ed equilibrata del pensiero. Rafforza virtuù come calma e pazienza, sviluppa una maggiore consapevolezza di sè, delle potenzialità del proprio corpo ma anche dei propri limiti. Ne gioverà anche la postura, in quanto le asana stimolano la muscolatura, la mobilità delle articolazioni e della colonna vertebrale.

Le posizioni, infine, unite alla consapevolezza del respiro agiscono oltre che sull'apparato scheletrico-muscolare, anche sui sistemi endocrino, circolatorio ed immunitario.

Insomma avremo dei bambini più sani ed emotivamente più consapevoli.

4.Come spiegare questa attività ai bambini?
Il gioco! Quando si parla ai bambini il gioco diventa il linguaggio più efficace per arrivare al loro cuore.

Se vogliamo ridurre in soldoni, il fine ultimo dello yoga per un bambino è divertirsi. E' divertente cambiare e sperimentare forme col proprio corpo, specialmente se lo si fa sotto forma di storia narrata, di rimandi al mondo della Natura e di canti che servono a dare voce a sentimenti ed emozioni.

L'immedesimarsi nella narrazione e il canto consentono al bambino di esprimere, attraverso la creatività, la bellezza del suo mondo interiore. La libertà di scegliere come modificare una posizione, di interagire con ogni singola parte del corpo (dal fisico al respiro, alla percezione del tatto, della vista, dell'udito, della memoria e dell'equilibrio) lascerà in loro dei semini di consapevolezza che, se ben nutriti, sbocceranno presto i loro frutti.

Nella pratica potranno essere anche inseriti elementi della tradizione yoga e indiana - come l'OM e le storie mitologiche - che, con opportuna contestualizzazione e condivisione con gli altri bambini, renderanno lo yoga un gioco ma anche un momento speciale a livello energetico.

Il tutto spiegato in modo semplice e diretto, qualità per eccellenza dei bambini.

5.Come praticare yoga in casa?
Io ho un debole per i libri, specialmente se si parla di bambini. Spesso nelle mie lezioni di yoga dedicate ai più giovani, amo attingere da vecchi libri: il mio preferito è datato 1950, ha delle bellissime immagini in bianco e nero e le canzoncine di accompagnamento non sono playlist su Spotify ma pentagrammi musicali da suonare e cantare con la chitarra.

A livello pratico, capisco bene che questa è pura fantascienza e Youtube è un pozzo di risorse infinite che "perchè mai scomodare i libri?".

Scherzo, la verità, io penso, è che oggi il web è uno strumento potentissimo anche per i bambini, se veicolato dai genitori.

Quindi, per praticare yoga in casa con i vostri bambini, liberate dai mobili il tappeto del soggiorno (per evitare ostacoli ai movimenti), toglietevi le calze (per poter percepire il contatto col suolo e favorire la stimolazione delle migliaia di terminazioni nervose che si trovano a livello plantare), andate su Youtube e scegliete la vostra lezione preferita.

Io ne ho preparata una per il pubblico di Babysits che vi lascio qui in dono:


Maggiori info su Roberta:

Namastè!