Come comportarsi quando tuo figlio è vittima di bullismo

Come comportarsi quando tuo figlio è vittima di bullismo

Di Babysits, 3 minuti di lettura

Il bullismo è un tema delicato, soprattutto quando ad essere coinvolti sono i bambini e gli adolescenti. E’ un fenomeno che spesso si sviluppa a scuola e, se non si prendono sin da subito alcune precauzioni, rischia di avere conseguenze negative nel lungo periodo. Ecco di seguito alcuni segnali d’allarme e consigli che rispettivamente vi fanno capire se i vostri figli sono vittima di bullismo e vi aiutano a trovare un modo per superare questo difficile momento.

E’ importante capire all’inizio che tipo di bullismo i vostri figli ricevono. Potrebbe essere di tipo verbale e non. Nel primo caso si tratta di una violenza psicologica che a volte potrebbe avere conseguenze anche nel lungo periodo, mentre nel secondo caso ha più a che fare con una violenza fisica che ha come conseguenza, per esempio, lividi sul corpo.

Quali sono le persone maggiormente prese di mira?

I bambini e i ragazzi vittime di bullismo sono persone solitamente sensibili, timide e con spesso scarsa autostima di se stessi. In altre circostanze può capitare che le vittime siano persone straniere, discriminate per il colore della pelle diverso da quello dei compagni di classe.

Come capire quando i bambini sono vittima di bullismo?

Esistono alcuni segnali che dovrebbero suonare come campanello d’allarme. Le reazioni di un bambino vittima di bullismo possono essere svariate, ma le più comuni sono le seguenti:

  • Atteggiamento aggressivo non giustificato: chi riceve ingiustizie spesso sfoga la propria rabbia su altri, come amici e familiari, comportandosi in maniera simile al bullo;
  • Chiusura totale in se stessi: a molti passa la voglia di uscire, di fare attività in mezzo alla gente. In casi più seri, trovano delle scuse per non andare nemmeno a scuola;
  • Cambiamento repentino del comportamento: il rendimento scolastico in alcuni casi cala e spesso si nota una trasformazione dell’umore in un breve lasso di tempo. Spesso questi bambini, in parte anche perché sono molto sensibili, passano la giornata a piangere cercando di capire cosa non va in loro.

Quali precauzioni prendere per mitigare la situazione?

Nei panni di un genitore la prima reazione potrebbe essere di rabbia e tristezza allo stesso tempo; nessuna mamma o papà vorrebbe vedere i propri figli soffrire. Ma prima di pentirsi di alcune reazioni impulsive, è bene prima capire bene il problema:

  • Parlatene bene con i vostri figli. Il dialogo è fondamentale nel rapporto genitori - figli, specialmente in questa circostanza. Apritevi con loro e cercate di capire quali sono i suoi timori. Non giudicateli e ascoltateli. Questo sicuramente aiuterà i vostri figli a sfogare;

  • In secondo luogo non incitateli alla violenza perché complicareste le cose. Combattere l’odio con altro odio non è la soluzione;

  • Consigliate, invece, loro di ignorare i bulli. L’indifferenza è un’arma non da sottovalutare. Una persona prepotente, solitamente, prova maggiore piacere a provocare qualcuno che sa che reagisce male;

  • Alcune situazioni, tuttavia, sono più complicate del previsto. In tal caso, quando il dialogo non basta, potete rivolgervi ad una figura professionale di supporto.

Può succedere in alcuni casi che i bambini si chiudano totalmente in se stessi. Spesso si vergognano addirittura di condividere questo brutto momento con qualcuno, specialmente coi propri genitori. Non sottovalutate quindi il loro comportamento; andate dagli insegnanti o chiedete a qualche amico fidato per confermare se esiste un problema o meno. Purtroppo non esiste un incantesimo per far scomparire il bullismo, ma se viene mitigato in tempo, vedrete che nel lungo periodo ne potrà anche beneficiare.