Il ruolo dell'educatore

Il ruolo dell'educatore

Di Babysits, 3 minuti di lettura

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Su Babysits, per la cura dei propri bambini una famiglia può scegliere la figura che più si adatta alle proprie esigenze. La scelta può ricadere su babysitter, tata o educatore. Queste tre figure, per quanto si occupino tutte e tre della cura dei bambini, differiscono tra di loro per alcune caratteristiche.

In questo articolo ci soffermeremo sulla figura dell’educatore. In generale, si può affermare che la differenza sostanziale risieda nel fatto che quest‘utimo, rispetto alle altre due figure, ha ricevuto una formazione universitaria specializzata.

Come si può descrivere la figura dell’educatore?

In questo contesto specifico si fa riferimento all‘educatore di prima infanzia, ossia un professionista che si è specializzato in un percorso di studi attinente all‘educazione dei bambini della fascia 0-3 anni. In particolare, questa figura ha acquisito conoscenze e competenze volte al loro benessere, alla loro cura sul piano igienico e alimentare, quindi all’educazione in termini di sviluppo affettivo e cognitivo.

Quali caratteristiche deve possedere un educatore?

Per svolgere questo ruolo all’educatore è richiesta, oltre a un’adeguata e riconosciuta formazione universitaria, anche esperienza nel campo, serietà e motivazione. Inoltre, fondamentale è la capacità di comunicare con il bambino, al fine di instaurare un rapporto di fiducia ed empatia. Una buona comunicazione aiuta sia l’educatore a svolgere meglio il suo lavoro, che l’educando nel suo percorso di crescita.

Qual è l’obiettivo di un educatore?

L’educatore opera secondo la mission di guidare il bambino nella sua crescita e nello sviluppo delle sue potenzialità. L’educatore, inoltre, pone le basi per lo sviluppo cognitivo e affettivo del bambino. Ecco perché si tratta di un lavoro che non solo richiede professionalità, ma anche delicatezza e rispetto.

Su quali principi l’educatore basa la sua attività?

  1. La cura e l’ordine: l’ambiente di lavoro deve essere pulito e ordinato. Deve inoltre essere attraente e semplice nell’organizzazione. E’ importante che il bambino si senta libero di esprimere la propria personalità all’interno di questo ambiente;

  2. La relazione: è necessario entrare in relazione col bambino; in particolare l’educatore cerca di attirare la sua attenzione, di conoscere i suoi bisogni ed attitudini e di favorirne la spontanea attività con i materiali di gioco che preferisce;

  3. Essere una figura di riferimento: l’educatore deve sapersi mettere in ascolto dei bisogni del bambino, al fine di sostenerlo nel processo di distacco graduale dall’ambiente familare nelle diverse fasi della sua crescita.

Che tu voglia diventare un educatore o sia alla ricerca di tale figura, abbiamo cercato di fornirne una descrizione generale. Adesso sarà certo più chiaro quanto l’educatore sia una figura professionale che ha delle conoscenze specifiche nel campo della prima infanzia, quindi un titolo di studio che ne attesta le competenze, e che opera non solo per la cura e il benessere dei più piccoli, ma ne sostiene consapevolmente la crescita fisica, cognitiva ed affettiva, attraverso modalità e percorsi di cui ha acquisito padronanza e in base alle caratteristiche individuali di ciascun bambino di cui si occupa.